Gay & Bisex
Il muratore, matto per i piedi pt.1
Bassolazio35
19.11.2025 |
3.540 |
4
"Al mattino, tuttavia, appena sveglio, trovo un suo messaggio e contiene la foto di un appartamento in ristrutturazione e una posizione GPS..."
Io e Simone ci siamo conosciuti su un gruppo Telegram dedicato ai piedi. Lui è etero, ha una compagna e non ha ancora compiuto trent'anni. Il gruppo è riservato a feticisti, sia uomini che donne, quindi ci si trova di tutto sopra, tra cui molti etero.
Una sera, un po' annoiato, pubblico qualche nuova foto dei miei piedi, un po’ abbronzati e depilati perché è estate. Mi arrivano subito diversi complimenti e likes, ovviamente da ragazzi omosessuali come me ma, in privato, arriva anche un messaggio diverso. Si tratta di un ragazzo che mette subito in chiaro di essere etero, aggiungendo che sta sul mio stesso gruppo fetish e che ha visto le mie foto. Visto che non aggiunge altro, non un complimento, né una domanda, prendo in mano io la conversazione:
"Piacere, sono Luca, con chi ho il piacere di parlare?". "Mi chiamo Simone"- fa lui- "Ho 29 anni, ho una compagna che ha i piedi più belli che abbia mai visto e ho scoperto questo gruppo qualche mese fa". Per i primi venti minuti, la conversazione procede così, senza grandi slanci. Fino a che, ad un certo punto, la mia curiosità vince e gli chiedo esplicitamente come mai mi abbia contattato. "Non lo so"- dice lui un po' imbarazzato. "Ho visto le tue foto e per la prima volta non ho provato fastidio alla vista di piedi maschili, anzi, mi è venuto un po' duro". Da timido e riservato, improvvisamente, Simone diventa esplicito e diretto e la cosa mi spiazza. In realtà, ormai da anni, ho capito che nell'eros non ci sono regole, quindi approfondisco, senza farmi troppe domande.
Sono molto compiaciuto di poter destare interesse in un giovane maschio etero, anche perché, lui continua nelle spiegazioni, aggiungendo dettagli. "Pensavo che solo i piedi della mia donna mi dessero certe sensazioni ma, quando ho visto i tuoi, è stato amore a prima vista. Anche se questa cosa mi destabilizza un po'", fa lui. "Non ti preoccupare"- cerco di rassicurarlo- "l'erotismo non ha regole razionali, basta che non te ne fai un problema". La conversazione, a questo punto, è ben avviata e abbastanza eccitante. Mi chiede se il fatto che gli piacciono i miei piedi possa significare che è bisessuale ed io rispondo che, in realtà, le due cose non sono per forza collegate. "Un feticista vero può amare indiscriminatamente piedi femminili e maschili", lo rassicuro io. Chiarito questo punto, lui sembra sciogliersi e prendiamo confidenza, fino a che arriva la mezzanotte e decidiamo di andare a dormire.
Qualche giorno dopo, vedendo che non mi scrive da giorni, torno alla carica. " Ciao bello, tutto bene? Spero non ti sia pentito della chiacchierata dell'altra sera". Pochi secondi dopo, mi risponde. "No no, anzi. Ci ho pensato molto e mi sono anche fatto una sega sulle foto dei tuoi piedi", aggiunge Simone, spiazzandomi. Senza ritegno, mi spingo oltre, facendogli una battuta per provocarlo e il risultato mi lascia stupito.
"Beh, se hai sborrato grazie alle mie foto, quantomeno dovevi mandarmi il risultato, in foto o video", dico io. Lui è molto disponibile e dimostra anche un po' di ingenuità, chiedendomi se, davvero, mi farebbe piacere ricevere sue foto e video intimi. Rispondo senza indugiare di si e lui mi dice che più tardi, quando la compagna andrà a dormire, andrà in bagno e si masturberà di nuovo per me. Per eccitarsi bene, però, mi chiede un video delle piante dei piedi, specificando che dovrò muovere bene le dita.
Così faccio, accendo la luce più forte per illuminare bene la scena, poggio il cellulare per terra, avvio la fotocamera frontale e mi metto davanti, con le piante dei piedi spianate, muovendo le dita come mi ha chiesto. Dopo averlo inviato, però, mi distraggo con una serie TV e mi addormento. Un'oretta, dopo vengo svegliato dall'arrivo di alcuni messaggi sul telefonino, così controllo e vedo che è lui a scrivermi. Secondo me non ha resistito, perché non sono neanche le 23 e mi pare strano che la moglie già dorma. Comunque, apro immediatamente i messaggi e, tra questi, c'è un video a scomparsa che avvio subito.
L'immagine è potente: c'è lui seduto sul wc, completamente nudo, inquadrato dal petto fino ai piedi. Non c'è un dettaglio che non mi faccia impazzire: fisico asciutto e addominali scolpiti, tatuaggi ovunque, pelle liscia e zero peli. Ha delle mani e dei piedi stupendi ma, soprattutto, un cazzo enorme che si sta menando. Non faccio in tempo a guardare bene i singoli dettagli, che lo vedo scoppiare di sborra; finisce sull'addome, sulla coscia e cade anche a terra. Il video finisce così. Gli scrivo i più entusiastici complimenti ma vedo che non gli arrivano i miei messaggi; la spunta rimane singola e capisco che, dopo la sega, sia andato a dormire.
Passati dieci giorni, decido di osare e gli faccio una battuta, per capire come reagisce all’idea di vederci. "Allora, quando vuoi provarli da vivo i miei piedoni? Male che va, se non dovessero piacerti, ci siamo fatti una chiacchierata". Per diverse ore non mi arriva risposta, fino a sera, quando mi scrive che è appena tornato da lavoro ed è sfinito. "Possiamo aggiornarci domani? Sono cotto e devo alzarmi presto, anche se domani è sabato". "Certo caro, ci mancherebbe pure, che devi fare domani? Mica lavorerai anche nel weekend?", rispondo io. "Quando posso, arrotondo con dei lavoretti per amici o conoscenti. Ora sto ristrutturando casa ad un parente e lo faccio quando non vado in cantiere. Sai com'è, mettere su famiglia costa", chiude lui. Ci diamo la buonanotte e vado a dormire anche io.
Al mattino, tuttavia, appena sveglio, trovo un suo messaggio e contiene la foto di un appartamento in ristrutturazione e una posizione GPS. Stento a credere ai miei occhi e capisco subito che è un invito. Non so perché ma non penso neanche per un secondo che possa trattarsi di uno scherzo. Quindi, dopo una bella doccia e la colazione, prendo il coraggio di rispondere e scrivo: "È quello che penso?". Tempo venti secondi e mi arriva la sua foto del cazzo che esce dalla tuta da lavoro, ancora moscio. Poco dopo, un nuovo messaggino: "Prima che ci ripenso, se puoi, raggiungimi che ho voglia dei tuoi piedi". Capisco che se mi metto a fare domande lo smonto, così accetto e gli do appuntamento mezz'ora dopo, giusto il tempo di arrivare da lui. Una volta al punto di incontro, mentre parcheggio, gli scrivo che sono arrivato. Lui mi risponde con il numero civico, il piano e il nome sul campanello. Con un po' di ansia e tachicardia faccio le scale, arrivo al pianerottolo e busso. Mi apre la porta un bel ragazzo, colori scuri, bella barba folta nera, non molto alto, completamente sporco di pittura. Ha dei lineamenti che sembrano mediorientali e mi chiede di accomodarmi. In quel momento mi sembra di vivere un sogno erotico ma non faccio in tempo a fantasticare, che siamo già dentro, da soli.
"Scusa il casino ma è l'unico modo sicuro per vederci. Ti ringrazio per essere venuto", fa lui. "Ho sistemato dei cartoni qui per terra così non ti sporchi. Vieni, sediamoci vicino al divano". Io eseguo, mi siedo spalle al muro, rivolto verso di lui che mi sta davanti. Simone si abbassa subito i pantaloni e caccia l'uccello, ancora moscio; io mi tolgo scarpe e calzini, rimanendo a piedi nudi. Senza dover parlare, la cosa fluisce da sola. Mi prende un piede con la mano e se lo porta al naso, annusa per bene e mi fa i complimenti perché sanno di pulito. Mi va l'occhio alla sua mano sinistra, che sta smanettando di sotto e mi accorgo che ha difficoltà ad eccitarsi. Non dico e non faccio nulla, capisco che devo lasciarlo fare, come se io non fossi presente. La mia tecnica funziona, perché, poco dopo, il suo cazzo è duro e la sega ben avviata. Così, mi metto comodo anche io, togliendo i pantaloni della tuta e rimango in slip.
A quel punto mi chiede di girarmi di spalle, così faccio e rimango a pecora, mentre lui si stende e mi lecca entrambe le piante dei piedi. Dopo un po', però, mi stanco di stare in quella posizione e prendo iniziativa. "Ti va se mi alzo e ti metto i piedi in faccia?", faccio io. Simone annuisce, mugugnando. Gli dico di mettersi pancia in su e lui obbedisce, mostrando il cazzone gonfio e pieno di vene, oltre ad un fisico spettacolare. Così, gli metto un piede sul viso e gli faccio leccare la pianta, mentre si tocca. Poi mi sposto verso metà busto e poggio il piede sul cazzo schiacciandolo, non consapevole che quella cosa avrebbe messo fine al gioco. Neanche lui era preparato, fatto sta che comincia a schizzare sperma ovunque, sul suo addome, sul mio piede e sui cartoni per terra. Una volta ripreso il respiro, mi dice: "Cazzo che esperienza assurda" e scoppiamo a ridere entrambi.
Capisco che non è in vena di chiacchiere ulteriori e mi rivesto in fretta, con la scusa che devo tornare a casa entro mezzogiorno. Lui mi ringrazia come si fa tra amici di bevute, con una pacca sulla spalla e chiude la porta. Io mi fermo cinque minuti in macchina a riprendere fiato e riparto. Arrivato a casa, non resisto e mi sparo una gran sega, ripensando a quanto successo.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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